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Cippato: perchè non usare alcuni legni come l'alloro?

Alcune piante producono biomassa (foglie e fusti) ricca in tannini, oli essenziali, resine o sostanze cerose che ne rendono più lenta la decomposizione e/o che inibiscono la crescita di nuove plantule ai loro piedi ("allelopatia"). Ora, se vogliamo utilizzare del particolato di legno a mò di pacciame (alias "cippato") per il nostro orto, certo abbiamo interesse a) che diventi concime abbastanza in fretta, e b) che non rallenti o addirittura impedisca lo sviluppo vegetativo dei nostri pomodori!

Piante "allelopatiche" come noce ed alloro, non sono adatte ad essere utilizzate come cippato!

Un cippato che si decompone presto ed integralmente, viene solitamente recuperato da ramaglie di alberi AUTOCTONI o endemici in quanto da lungo tempo fisilogicamente adattati alle condizioni "abitotiche" del sistema (clima, umidità, temperatura); ad esempio, un albero nato per prosperare in zone umide, trasferito con successo in zone secche o semiaride potrebbe mostrare ritmi di decadimento molto più lenti di quelli rilevabili presso la sua zona di origine!

Sempre legno avremo in tutte le latitudini, ma la velocità di decomposizione non è sempre uguale in tutte le latitudini.

Potrebbe far scuola in tal senso il caso estremo del legno di eucalipto (e le sue foglie), che abbisognano addirittura di un particolare ceppo di batteri (australiani!) per essere digerite e trasformarsi in humus. Ad oggi soltanto per pura azione abrasiva ad opera del vento e della pioggia, le foglie di eucalipto divengono "terra" anche in Italia, il che, comunque, accade molto più lentamente che in australia.

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