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AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE: programma-base

Convertendo il modello mercantile occidentale alla permacultura otteniamo un sistema più equo e sostenibile.
Il punto di partenza è dunque il seguente:

Autosufficienza CiboL'appiattimento della biodiversità coltural-commerciale globale è molto triste e dannoso, ma lo schema riportato ci fa se non altro capire quanto un programma-base di AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE, nonostante la vastità di offerta del mondo naturale, richieda dopotutto soltanto pochi prodotti-chiave.

Il fatto che il grosso dei traffici venga da soli 2 alberi da frutto a fronte di ben 7 varietà di cereali + 2 piante da zucchero, mette in luce la debolezza del City System denunciata da Mollison nei suoi primi scritti: perchè investire così tanto in colture difficili ed energivore come il frumento e la canna da zucchero, quando gli alberi da frutta possono crescere più facilmente dapperttutto e coprire il medesimo fabbisogno di calorie con minore spesa?
La risposta del sistema urbano contemporaneo a questo quesito, è data da "la domanda di mercato" che scaturisce dalla ABITUDINE DELL'OCCIDENTALE MEDIO a consumare più pasta che frutta. Essa "va onorata".
La risposta della permacultura invece è: "CAMBIA LE ABITUDINI ALIMENTARI che entropizzano il sistema e sostituiscile pure in fretta con altre più funzionali!". Del resto l'uomo è veramente tale quando sceglie la cosa giusta da fare respingendo quella ingiusta, non è così?

Possiamo dunque correggere il modello urbano di cui sopra alla seguente maniera: