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Lo strano rapporto tra Pecora e Pastore

Alchimista Paulo Coelho

...E allora che fare: condannare la pecora perchè è se stessa: umile, fiduciosa, mite appunto come una pecora e obbediente fino al macello; o condannare il pastore perchè non la "risveglia"?
Il popolo va "risvegliato"?
Cosa deve fare un giusto leader politico? Formare o governare? Usare il potere, o condividerlo quanto più possibile allontanandolo da sè e redistribuendolo verso gli strati più bassi della popolazione?
Ma anche se il pastore imbracciasse libri e verghe per insegnare alle sue pecore il coraggio, fino a che punto la massa può farsi diversa da se stessa, diventando leonessa, regina della foresta?
Se divenisse pastora di se stessa, rinuncerebbe di certo ai beati giorni da pecora! Giorni senza preoccupazioni di sorta, in cui mangiava e belava soltanto.
E allora forse non resta che pregare che il Pastore sia buono, e che Dio ci mandi un altro pastore in caso sia cattivo.
La lotta perchè la Terra diventi uno dei 30 paradisi di questa galassia, forse, non è completamente dell'uomo, ma di Dio-Padre, e la responsabilità di una politica "degenerata" in dittatura, non è propriamente responsabilità di uomini politici "degenerati" in dittatori... lo sono sempre stati! Lo erano "in sè" anche quando governavano "bene"!

Il fatto che oggi i politici fanno del male alla gente, non è colpa della dittatura, di una Costituzione scritta male o da perfezionare o della gabbia di norme del City System, ma di un popolo che non chiede più a Dio di mandare pastori buoni alla sua messe.